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Il tempo divoratore ci ricorda che siamo già in dirittura d’arrivo; sembra uno schiaffo in faccia ogni volta più forte a mano a mano che ci avviciniamo al debutto.
Ieri e oggi sono state, per noi attori, giornate dedicate completamente alla cura: taglio delle sagome bianche e limatura-intaglio delle creature.
Per quanto riguarda il taglio delle sagome bianche, ciò significa relazionarsi con 40 fogli di carta bianchi 100x150 con un lato resinato lucido e l’altro opaco e far fuoriscire da essi 180 quadrilateri di molte misure diverse.
Per limatura delle creature, qualcun altro potrebbe dire “lavorare sul personaggio”, termine veramente terribile, da vomitare. Io dico “creatura”, perchè non va mai ci si dimentica troppo spesso la parte più bella nell’incarnare un essere umano, ovvero la parte animale; e accostata ad essa, la parte terrena, quella della terra, degli oggetti, delle materie. Limare il ferro, scolpire il legno e la pietra, scavare e riempire il terriccio. Ka sta uscendo fuori da un unico blocco di marmo del quale solo io posseggo lo scalpello, e contemporaneamente sbudellato da un groviglio informe di viscere, muscoli e ossa del quale solo io conosco il ritmo del respiro.
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